Cosa vedere ad Alessandria: musei e storia da più di 800 anni

In questo articolo scoprirai quali sono le 8 principali cose da fare a ad Alessandria.
Indice

Ti invitiamo a scoprire le cose da vedere assolutamente ad Alessandria, sia che tu vada per un weekend che per una breve sosta. 

Alessandria è un comune piemontese situato nel Nord Italia, a un’ora di macchina da Milano, Genova e Torino. Se potessi tracciare linee immaginarie tra queste 3 città, Alessandria si collocherebbe proprio nel mezzo: una posizione strategica per un comune con circa 94.000 abitanti.

Nel 2018 la città ha festeggiato il suo 850° anniversario. Fu fondata nel 1168 e prese il nome dal nemico dell’imperatore Federico Barbarossa, Papa Alessandro III. Ci sono tanti buoni motivi per visitare Alessandria e di certo un giorno non basta per visitare tutta la città! Ecco le tappe imperdibili del posto

Lista delle cose da fare e da vedere ad Alessandria

Alessandria è un importante nodo ferroviario e autostradale, tuttavia anni di sottofinanziamenti rendono più difficile raggiungerla da Milano; ci sono treni più frequenti da Torino e da Genova. Il car sharing o il noleggio d’auto a volte sono l’opzione migliore. A proposito, se la tua idea è il noleggio auto ti suggeriamo questo articolo dedicato ai migliori noleggio auto in cui puoi trovare comparazioni ed opinioni, oltre che codici sconto esclusivi.

Ecco subito le migliori cose da vedere ad Alessandria, per un viaggio all’insegna dell’arte e delle attrazioni culturali. 

  • Cittadella
  • Ponte Meier
  • Museo del Cappello Borsalino
  • Chiesa di Santa Maria di Castello
  • Duomo
  • Conservatorio
  • Palazzo Ghilini
  • Mosaico del Palazzo delle poste

1. Cittadella di Alessandria

Iniziamo subito con la famosa Cittadella di Alessandria, la più grande fortificazione del suo genere di tutta l’Europa, costruita nel 1732 da Ignazio Bertola durante la dominazione sabauda. Questo maestoso monumento è stato edificato all’incrocio di due fiumi e quindi il suo uso militare è sempre stato molto rilevante. Da quando l’esercito italiano lo ha lasciato, nel 2007, il posto è vuoto e infestato dalla pianta di ailanto.

Nel 2012 ha vinto il sondaggio FAI per essere il “miglior luogo del cuore” ed è stato successivamente inscritto nella lista dei 7 monumenti più minacciati d’Europa. Il ministro della Cultura lo ha visitato e nel 2017 ha annunciato un investimento di 25 milioni per il suo rifacimento. Nonostante il suo valore storico, il luogo si sta deteriorando rapidamente.

2. Ponte Meier 

È l’unico ponte che Richard Meier ha costruito. Il famoso architetto americano è famoso per i suoi edifici bianchi in tutto il mondo, come il Getty Center di Los Angeles, il Municipio dell’Aia e il Museo dell’Ara Pacis di Roma, ma il suo primo ponte si trova ad Alessandria. Questo è stato eretto per sostituire un ponte di epoca napoleonica dopo varie valutazioni di rischio a seguito di gravi inondazioni del 1994, causando un po’ di polemiche. Tuttavia oggi Ponte Meier, è diventato una struttura iconica della città. Collega il centro di Alessandria alla cittadella con percorsi paralleli per pedoni e automobili.

Passeggiata sul ponte Meier
Ponte Meier

3. Museo del Cappello Borsalino

Una cosa da non lasciarsi scappare ad Alessandria è senz’altro il Museo del Cappello Borsalino. I cappelli Borsalino sono famosi in tutto il mondo, un’icona dell’artigianato Made in Italy. Giuseppe Borsalino fondò la fabbrica ad Alessandria nel 1857 e presto i suoi eleganti cappelli fedora e panama furono apprezzati e indossati da Winston Churchill, Ernest Hemingway e Gabriele D’Annunzio. Humphrey Bogart ne aveva uno a Casablanca. C’era anche un film intitolato a Borsalino con Alain Delon e Jean-Paul Belmondo. John Belushi lo indossa in The Blues Brothers e Harrison Ford nei film di Indiana Jones. Più recentemente artisti del calibro di Johnny Depp e Pharrell Williams sono diventati fan di questi cappelli di un’epoca passata.

Borsalino ha lasciato un’importante eredità; gli uffici della vecchia fabbrica oggi ospitano l’Università del Piemonte Orientale, un museo, un ospedale, un ospizio e edifici residenziali che sono stati finanziati dalla famiglia Borsalino e costruiti dall’architetto italiano Ignazio Gardella. L’attuale stabilimento si trova fuori città e impiega circa 160 persone, che attualmente temono di perdere il posto di lavoro poiché un tribunale ha dichiarato fallita l’azienda a causa della cattiva gestione di un precedente proprietario.

4. Chiesa di Santa Maria di Castello

La Chiesa di Santa Maria di Castello, risalente al XV secolo, è la più antica di Alessandria e sorge nel centro storico di Borgo Rovereto. Ha un chiostro adiacente che ora è un ostello e ospita anche profughi dall’Africa. L’ex refettorio custodisce un affresco risalente al 1520. Ogni anno a giugno si svolge un festival del fumetto e dell’illustrazione che richiama alcuni dei migliori illustratori italiani e centinaia di appassionati. In estate il cortile del chiostro ospita numerosi eventi come concerti, eventi teatrali e sessioni di yoga. L’ostello è diventato molto popolare tra i ciclisti ed è dotato di uno spazio per la riparazione di biciclette.

5. Duomo, Conservatorio e Palazzo Ghilini

Ovviamente tra le cose da vedere ad Alessandria come non menzionare il duomo della città che fu ricostruito in questo luogo in seguito alla distruzione da parte di Napoleone della cattedrale duecentesca nella vicina Piazza della Libertà. La cattedrale è dedicata ai Santi Pietro e Marco e il suo campanile è il secondo più alto d’Italia. Nella piazza (Piazza Giovanni XXIII) si trova il monumento di Gagliaudo, il contadino che avrebbe salvato il paese dall’assedio di Federico Barbarossa. Di fronte alla chiesa si trova il Conservatorio di Alessandria. Non lontano è possibile visitare uno dei migliori esempi di architettura settecentesca in Italia, Palazzo Ghilini.

Visitare la cattedrale di Alessandria

6. Mosaico del Palazzo delle Poste

Concludiamo la lista delle cose da non perdere ad Alessandria con il Mosaico del Palazzo delle Poste. Questo mosaico è stato realizzato nel 1941 da Severini. Sebbene fosse associato al fascismo durante la sua ascesa al potere in Italia, durante il periodo in cui creò quest’opera, Severini stava tornando alle sue radici con uno stile artistico più medievale, che può essere visto nei temi e nello stile del murale. Il mosaico colorato occupa un intero lato di un edificio per uffici postali nel centro di Alessandria.

Mosaico del Palazzo delle Poste
Matteo Pizzinato

Matteo Pizzinato

Content Marketer e Copywriter specializzato nella scrittura creativa e nella creazione di contenuti SEO. Poliglotta e laureato in Commercio Estero all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Amante del travel, vanta già numerose esperienze all’attivo in multinazionali e start-up del settore. Dopo Inghilterra, Francia e Germania, il posto che al momento chiama casa è Barcellona.

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