Assistere alla danza dei dervisci in Turchia: come e dove fare quest’esperienza eccezionale

Scopri l’ipnotica danza dei dervisci in Turchia, una forma di meditazione e di preghiera. Un’esperienza culturale e spirituale unica, da vivere almeno una volta nella vita.
Indice

Assistere alla danza dei dervisci rotanti è una delle esperienze più emozionanti che si possa fare in Turchia. Questa danza ipnotizzante, che si svolge in cerchio, è accompagnata da musica e canto e non manca di stregare i pochi fortunati che hanno la possibilità di vederli dal vivo. I dervisci rotanti sono noti per i loro abiti affascinanti e fuori dal tempo, caratterizzati da un alto cappello a cono e un completo ampio e vaporoso.

La danza dei dervisci rotanti è una tradizione Sufi che risale al lontano Medioevo. Si tratta di una forma di meditazione e preghiera che simboleggia l’unione dell’umano con il divino. I dervisci ruotano su se stessi in modo da allontanarsi dalle “cose del mondo” e raggiungere uno stato di trance e di unione con Dio. 

Ti interesserà certamente sapere che, per la sua ricchezza e bellezza, questa manifestazione è stata dichiarata patrimonio culturale dell’umanità dall’UNESCO nel 2005.

Assistere alla danza dei dervisci rotanti è un’esperienza stupenda che si imprime per sempre nell’immaginazione di coloro che hanno avuto la possibilità di vederli. Se ti trovi in Turchia, ti consigliamo di cogliere l’occasione al volo. 

Prima di raccontarti dove e come potrai vedere i dervisci, ti daremo qualche breve notizia su questa affascinante tradizione. Ti auguriamo buona lettura!

Chi sono i dervisci?

storia dei dervisci

Le cerimonie dei dervisci rotanti furono avviate come forma di meditazione da Jalaluddin Rumi, il famoso mistico e poeta musulmano sufi (appartenente cioè al sufismo, il filone mistico dell’Islam) nel XIII secolo. Rumi era nato in Persia, a Konya, allora capitale dell’impero selgiuchide turco, ed è noto ciò che disse ai suoi seguaci: “Ci sono molte strade che portano a Dio; io ho scelto quello della danza e della musica”. 

Rumi, autore del Masnavi (una sorta di corrispettivo islamico della Nuova Commedia), digiunava, meditava e infine danzava per raggiungere uno stato di illuminazione senza pari. Ispirate a lui, altre sette iniziarono a diffondere la sua danza, chiamata sema, in tutto l’Impero Ottomano. 

La setta più famosa era, ed è tutt’oggi, l’ordine Mevlevi e i partecipanti erano detti semazen. Nel XV secolo, l’ordine aveva stabilito regole affinché il rituale mantenesse le sue arcane tradizioni. Anche tu potrai farne parte, se sei disposto ad avere un po’ di pazienza!

Il significato degli abiti e della danza dei dervisci

I ballerini indossano lunghe vesti bianche con gonne ampie, che simboleggiano il “sudario” del loro ego (messo da parte per poter raggiungere uno stato di coscienza superiore). Sulle teste dei ballerini sono posati alti cappelli di feltro a forma di cono chiamati sikke, che vanno dal marrone al grigio al nero a seconda della loro setta di appartenenza; questi copricapi rappresentano a loro volta le pietre tombali dei loro ego. 

Sopra le vesti, i ballerini indossano lunghi mantelli scuri, che incarnano la vita mondana di chi li indossa e vengono gettati via durante la cerimonia. Quando finalmente il ballerino indossa solo la sua lunga veste bianca, si presume che si trovi in uno stato d’animo puro e pronto per iniziare gli affascinanti e complessi vortici che definiscono il sema.

I ballerini, che digiunano per molte ore prima della cerimonia, iniziano a girare secondo schemi ritmici, usando il piede sinistro per spingere i loro corpi attorno al piede destro con gli occhi aperti, ma sfocati. Il loro vortice è alimentato dalla musica di accompagnamento, composta di solito da un cantante, un suonatore di flauto, un percussionista e un suonatore di piatti. 

Mentre i ballerini si girano, potrai ammirare il punto più alto della magia del sema: le gonne delle loro vesti si alzano, diventando coni circolari, come se si trovassero in aria di loro spontanea volontà. Un team di ricercatori ha scoperto che i bordi delle gonne rotanti subiscono accelerazioni “di circa quattro volte superiori la gravità terrestre”, riferendo che le gonne “svolgono modelli di onde a cuspide che sembrano sfidare la gravità e il buon senso”. Un’emozione unica!

Come e dove fare un’esperienza autentica

località per vedere danza dei dervisci

Assistere ad una cerimonia di dervisci in Turchia è al tempo stesso semplice e complicato

Durante l’ultimo decennio, un certo numero di logge sono state ristabilite a Istanbul, forse come espressione di rinascita di un orgoglio culturale e in risposta al fatto che nel 2008 la cerimonia patrimonio dell’UNESCO, e si tratta senza dubbio di un fatto positivo. 

Purtroppo però la gran parte degli spettacoli che si tiene oggi in Turchia, e in particolar modo nella città di Istanbul (a causa dell’elevato numero di visitatori stranieri) non sono autentici sema. Se sei semplicemente interessato a dare un’occhiata veloce alle danze, puoi comodamente sederti in un ristorante all’aperto e ammirare dei “dervisci” che danzano a suono di musica registrata, magari mentre ceni o ti godi un narghilè.

Esistono anche alcune presunte logge sufi che organizzano spettacoli per i turisti negli immediati pressi dei principali monumenti di Sultanahmet (per esempio in zona Ayasophia) e sono certamente di qualità più elevata, ma anche in questo caso non rappresentano dei veri e propri sema, bensì spettacoli a beneficio dei turisti. Tutto questo ovviamente va benissimo ma se, come noi, sei in cerca di un’esperienza più autentica,  ti forniremo qualche indirizzo molto interessante.

Cerimonie di dervisci a Istanbul

Se ti trovi in Turchia, ti consigliamo di assistere alla danza dei dervisci rotanti presso il Museo Mevlevi a Istanbul. Il museo si trova nel quartiere Fatih (nella parte occidentale della città, tranquillo e non molto frequentato dagli stranieri) ed è dedicato alla vita e alle opere del poeta Rumi, il personaggio del quale ti abbiamo raccontato in precedenza. 

Fondata nel 1491, ospita le più importanti opere ottomane di Beyoğlu insieme alla Scuola del Palazzo di Galata. Nel 1975 è stata aperta ai visitatori come Museo della Letteratura Divan (un genere letterario e poetico), prima di essere rinominato come Museo Mevlevi nel 2011. 

L’area sema (al piano terra) è ricoperta di pavimento in noce e contiene il mihrap (nicchia di preghiera) e il minber (pulpito) nella parte posteriore dell’area del sema. Ci sono anche logge  e stanze sul retro che si affacciano sull’area del sema da tre lati tranne la direzione della nicchia di preghiera che sono utilizzate per esporre altre opere provenienti dalle collezioni del Museo. 

Ma finalmente veniamo a ciò che ci interessa: l’istituzione ospita anche autentici spettacoli di danza dei dervisci rotanti, che si tengono di norma ogni domenica alle 18:00, al prezzo di 30 Lire Turche. Poiché si tratta di una manifestazione di nicchia, i posti disponibili sono pochi e ti consigliamo di prenotare sempre in anticipo, facendo riferimento al sito ufficiale dell’istituzione. 

Ecco qui di seguito altri buoni indirizzi di riferimento per ammirare le danze dei dervisci.

  • La loggia Bahariye, fondata nel 1613 e situata sulla costa del Corno d’Oro, a Eyüp. Per vivere un tradizionale spettacolo di dervisci rotanti di Istanbul in un luogo di culto storico, la Bahariye Mevlevihanesi è un altro luogo l’ideale. Offre ai visitatori anche mostre d’arte in cui vengono esposte periodicamente opere d’arte religiosa e mistica.

Dopo aver visitato durante il giorno queste mostre, che sono tra le migliori sulle danze dei dervisci che Istanbul ha da offrire, avrai l’opportunità di ammirare il sema. La loggia Bahariye non ha un sito web dedicato perciò, prima di recarti qui, ti consigliamo di rivolgerti direttamente al tuo hotel per telefonare e chiedere le disponibilità.

  • La loggia Yenikapı Mevlevihanesi; si trova a Zeytinburnu, una zona ad ovest di Fatih e, per conoscere i giorni e gli orari del sema, proprio come nel caso precedente ti suggeriamo di effettuare una chiamata tramite il tuo albergo o il tuo ospite (o direttamente dall’ufficio del turismo). 

  • Il centro culturale Hodjapasha; anche presso questa istituzione puoi assistere al rituale mistico dell’ordine Mevlevi. Rispetto agli esempi proposti in precedenza, questo evento è mediato da schede informative sui dervisci e la loro cerimonia, spiegazioni sugli oggetti appartenenti al mondo dei dervisci come abiti, strumenti musicali e utensili personali e libri. 

Anche poesie di Rumi interattive ed esempi di musica sufi, statue di dervisci in stile iperrealista e spettacoli video fanno parte di questa manifestazione unica, che si tiene ogni giorno alle 19:00. Costa 37 Lire Turche e scattare fotografie non è purtroppo consentito. 

Cerimonie di dervisci in Turchia (altre località)

Konya è un centro di importanza fondamentale per la tradizione dei dervisci. Situata nel cuore dell’Anatolia orientale, in Cappadocia (e a distanza relativamente breve dalla capitale turca, Ankara), Konya è il luogo dove ogni anno si tiene il Festival del poeta Jalaluddin Al Rumi, ed è tanto meta di pellegrinaggio fra i seguaci del sufismo quanto popolare meta per il turismo “d’élite”, rivolto alla scoperta della Turchia autentica. 

Il festival di Rumi è un evento annuale a Konya che dura dieci giorni e si conclude il 17 dicembre, giorno della morte del celebre poeta: se sei un amante della tradizione derviscia, questo è l’evento che fa per te! Come per alcune logge di Istanbul, ti consigliamo di prenotare con largo anticipo, perché troverai non tanto un affollamento di turisti quanto di locali appassionati di sufismo. 

Se non riesci ad arrivare a Konya per il festival annuale, sappi che durante tutto il corso dell’anno si tengono altri sema aperti al pubblico. Oltre a guardare lo spettacolo, puoi visitare il museo Mevlana e il santuario di Rumi, grande meta di pellegrinaggio. 

Qualche suggerimento quando si assiste ad un sema

Poiché la cerimonia dei dervisci non è un vero e proprio spettacolo, ma principalmente una manifestazione spirituale e religiosa, ti suggeriamo alcune regole basiche che renderanno la tua esperienza ancor più rispettosa, ma anche assai più semplice:

  • Meglio vestirsi modestamente; non è necessario essere eleganti: abiti semplici e comodi andranno benissimo. Suggeriamo però agli uomini di evitare canotte e pantaloni corti, così come alle donne di non indossare capi scollati o sexy. Coprirsi il capo non è assolutamente necessario, e anche per quanto riguarda profumo e trucco ci si può comportare come si preferisce.
  • Evita di consumare cibo o bevande durante la cerimonia dei dervisci (naturalmente fai eccezione se hai un problema di salute). Portare acqua, tè o tisane va benissimo, ma evita le bevande alcoliche, che non sono permesse nell’Islam (la religione praticata dai dervisci, benché con una sensibilità diversa rispetto a quella “standard”). 
  • Se desideri scattare delle fotografie, chiedi il permesso prima dell’inizio del sema. In alcuni casi purtroppo fotografare non è consentito ma…non si sa mai!
Chiara Imbriani

Chiara Imbriani

Musicista classica e web writer, è laureata al Conservatorio di Brescia e all’Università degli Studi di Pavia. Abituata ai viaggi fin dalla più tenera età, ha fatto suo il famoso motto di Isabelle Eberhardt: “A nomad I will remain for life”, e si è ben presto trasformata in un’esploratrice incallita, con il desiderio sempre vivo di coinvolgere tutti nelle sue splendide avventure.

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